Prodotti tipici campani e di Somma Vesuviana, Napoli


I sapori del Vesuvio

Famosa per la sua cucina e la sua gastronomia, la cucina campana si compone di un equilibrio di sapori di terra e di mare. In particolare, tra i prodotti tipici campani di Somma Vesuviana, Napoli, ci sono il nocillo (liquore), l’albicocca, la ciliegia del monte, il pomodorino vesuviano, l’uva catalanesca ed il pane di San Sebastiano. 


Formaggi campani 

La Campania domina la produzione di formaggi a pasta filata, tra i quali domina la mozzarella di bufala campana DOP. Accanto ci sono però produzioni di nicchia come il caciocavallo podolico e il provolone del Monaco, due prodotti tipici campani meno conosciuti, formaggi più stagionati e quindi dalle caratteristiche organolettiche più interessanti della mozzarella. Tra i formaggi di pecora, il più famoso è invece il pecorino di Carmasciano e quello bagnolese. 


Salumi campani

Produzioni tipiche anche di altre regioni del sud: salsicce, soppressate, coppe, pancette. Specialità tipiche della Campania sono il salame Napoli, leggermente affumicato, la soppressata di Gioi (il salume di eccellenza del Cilento), il prosciutto di Pietraroja, il salame di maiale nero della Masseria e la salsiccia di polmone o polmonata una salsiccia prodotta con le frattaglie e utilizzata per insaporire sughi e minestre. 


I Vini Campani e i vini vulcanici

Territorio collinare e clima mite rendono la Campania adatta alla coltivazione di vitigni: in regione vi sono una ventina di zone tra Docg e Doc, a cui vanno aggiunti i vini Igt. Tra i vini campani più conosciuti il Sannio Rosso e il Solopaca Bianco. Caratteristiche sono le zone Doc dal terreno vulcano, come la Doc Campi Flegrei e la Doc Vesuvio. 

Frutta e verdura

In questo settore la regione si impone grazie a un'ampia varietà di prodotti tipici: il limone di Sorrento, il pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-nocerino DOP e il carciofo di Paestum e il fico bianco del cilento. Sono inoltre presenti tre DOP di olio extravergine campano. Nell’area vesuviana, i prodotti tipici campani di Somma Vesuviana, Napoli, sono il pomodorino giallo del Vesuvio (la coltivazione, totalmente a mano, avviene su pali di sostegno che tengono il frutto separato dalla terra), l’albicocca vesuviana, la ciliegia del Monte (o durona del Monte) dal retrogusto acidulo, le susine del Vesuvio e l’uva catalanesca, dolce e dalla polpa bianca, un’uva da tavola solo di recente usata anche per la vinificazione.


Pasta di Gragnano

Nata in questa regione, furono gli abitanti del Regno di Napoli i primi a dare impulso alla produzione di pasta già nel '500, e nel 1861 non si contavano gli stabilimenti di Gragnano. La pasta vanta sempre pastifici artigianali che producono soprattutto pasta trafilata al bronzo ed essiccata lentamente, a bassa temperatura. I paccheri, i mezzi paccheri, i ziti, i fusilli, i fidanzati capresi, trafilati al bronzo sono ottimi in abbinamento a sughi a base di carne o pesce. La forma gigante ne ha favorito la farcitura con ricotta o altri ingredienti. 


Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale

Carni provenienti da bovini, maschi e femmine di razza Chianina a mantello bianco, Marchigiana e Romagnola, di età compresa fra i 12 ed i 24 mesi. Le carni si presentano magre, sapide e a basso contenuto di colesterolo, ottime alla grigla così come in padella, alla brace, al forno o bollita. L'IGP "Vitellone bianco dell'Appennino centrale" è l'unica denominazione attribuita alla carne bovina fresca in Italia. Il bestiame destinato alla produzione della carne IGP viene identificato, iscritto ai libri genealogici per essere allevato secondo le norme prescritte dal disciplinare di produzione. Sono 18 tagli di carne previsti dal disciplinare. 


Stoccafisso e baccalà

La lavorazione dello stoccafisso e baccalà, individuata verso la fine del 1500, viene tradizionalmente localizzata nell'area del Vesuvio per la vicina presenza delle sorgenti del fiume Sebeto, ricco di acqua indispensabile per la lavorazione del merluzzo. Alcuni studiosi spiegano l'incremento della domanda di pesce come conseguenza della controriforma che impose di astenersi dal mangiar carne nei giorni comandati. A Somma Vesuviana, in particlare, fu vietato mangiare carne durante i festeggiamenti delle Feste della Montagna dal primo sabato dopo Pasqua a maggio. In questo periodo a Somma Vesuviana stoccafisso e baccalà hanno un ruolo preponderante. Gli Stabilimenti di Somma ancora oggi importano merluzzo nordico, essiccato in Norvegia, per essere tagliato e selezionato. Quindi viene ammollato nell'acqua del luogo che, secondo antiche leggende possiede caratteristiche particolari.


Pane vesuviano (con criscito)

Nell'area vesuviana i fornai sono maestri nella produzione delle forme di pane. Le regole produttive del pane e gli ingredienti utilizzati sono rimasti invariati negli anni e avviene con il "criscito": acqua, farina, parte dell'impasto delle precedenti informate, lievitazione naturale per oltre dieci ore e cottura in forno a legna. Il risultato è un pane di altissima qualità, fragrante per parecchi giorni. La crosta del pane vesuviano è sottile e dorata, mentre la mollica è morbida e bianca.